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domenica, settembre 28, 2008

Fine...


Come si può scrivere la parola “fine” con i puntini di sospensione?

Il mio blog chiude.

Il blog che mi è stato d’aiuto per “comunicare”, per pensare e confrontarmi in maniera virtuale con gli altri.
Il blog che mi ha visto felice.
Allegro.
Pensieroso.
Drammatico.
Sognatore.
Molte volte questo blog è stata una benedizione.
Troppe invece è stata una maledizione

Ho sempre odiato i blog senza senso.
Il mio forse lo è stato.

Ho iniziato a scrivere per la voglia di far vedere i miei disegni, le mie passioni, ma poi il tutto è diventato una sorta di confessore sempre pronto ad ascoltarmi.

Tante cose sono cambiate.
Troppe ne sono successe.

Ho sofferto come un cane e gioito come un campione alle olimpiadi.

Adesso so…parlare.
Spero di non avere mai più bisogno di un blog.

Non voglio più scrivere cose su di me che magari possono leggere tutti.
Magari continuerò a farlo senza pubblicare nulla. Ma perché scrivere se nessuno può leggere?

Se avrò ancora bisogno di un blog, ne aprirò uno nuovo o continuerò a scrivere su questo… ecco il perché dei puntini di sospensione.

Grazie a tutti coloro mi hanno dato consigli, hanno letto i miei post e hanno lasciato commenti.
Oggi compio 26 anni.
Oggi chiudo il mio blog.

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venerdì, settembre 26, 2008

Credere


“Da sempre l’uomo si è chiesto se esiste qualcuno superiore a noi.
Da sempre io mi sono chiesto se conviene manifestarlo.
Sono sicuro che alla fine di tutta questa discussione ognuno rimarrà della propria tesi, ma mi sembra opportuno spiegare il perché, se mai fosse possibile, si è credenti al fine di non essere presi per “creduloni”.
Per spiegare quanto muove ME a credere in Dio, ma prima di Lui, a credere in Gesù Cristo, porterò delle spiegazioni che sono quanto più possibili legate alla storia e, naturalmente documentate. Vorrei che per tutta risposta, ci fossero delle tesi basate su dati oggettivi e non su semplice “arte della parola”. Citando un mio vecchio professore: “Non vulemu fari sputazza”.

Nel blog dell’amico Lelio “cannoliwestern.iobloggo.com” è riportato un post in cui l’autore spiega cosa secondo lui è il concetto di dio. Riporterò qui sotto alcuni frammenti del post spiegando cosa ne penso io in base alle ricerche fatte in questi anni (nessuno di noi ha bisogno né tanto meno necessità di credere in cose non vere). Se non fossi certo di quanto sto scrivendo non sarei cristiano o per lo meno non mi definirei tale.
Premetto che non c’è alcuna aria di scontro in tutto questo”

Avevo iniziato così questo post. Poi l’ho dovuto rifare perché ogni singola citazione doveva essere spiegata facendo riferimento a libri precisi, quindi ho deciso, anziché scrivere io sunti di fonti precise, mettere direttamente i titoli dei libri che ho usato per “spiegare”(se mai fosse possibile) il perché di ciò in cui credo.
Vi prego di non controbattere, se non opportunamente documentati, visto che citerò 4 libri che ritengo fondamentali per incuriosire chi vuole approfondire una tale argomento. I libri costano poco e magari sono un buono spunto per una lettura sana.
Dico inoltre che, e mi sembra ovvio, la fede non è una dimostrazione matematica. Lo faccio solo per rispondere a certi “spunti di riflessione”.

“Vangelo secondo Giovanni” - Non potete affrontare certi argomenti senza leggere il libro a cui si riferisce tutto. Scelgo Giovanni perché era l’apostolo che lo ha accompagnato fino alla croce, quindi diretto testimone degli eventi. Troverete nomi storici e luoghi precisi. A voi il compito di cercare le fonti storiche attinenti.

“Ipotesi su Gesù” di Vittorio Messori - http://www.et-et.it/ipotesi/iporec4.htm

“Processo a Gesù” di Giuseppe Savagnone - http://www.elledici.org/it/libreria/dettaglio.php?AREA=elledici&CODICE=03889

“Il codice svelato” di Marco Fasol - http://www.fractio.it/codice.htm

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domenica, settembre 21, 2008

Paure e segreti


Da bambino ero pieno di paure.
Avevo paura del buio.
Avevo paura che qualcuno nella notte entrasse nella mia stanza per uccidermi.
Avevo paura di andare a scuola per dovermi difendere.
Avevo paura di andare in luoghi sconosciuti e perdermi per sempre.
Spesso avevo perfino paura di parlare con i miei coetanei: pensavo di non essere all’altezza.
Avevo paura dei ladri. Entrare in casa e vederla stravolta da estranei.
Avevo paura delle altezze.
Avevo paura di sbagliare.
Avevo paura a mangiare qualcosa che mi avrebbe fatto male davvero.

Avevo.

Ora ho altre paure.
Peggiori rispetto a quelle appena elencate.
Crescendo però ho capito che le paure non si possono cancellare mai del tutto.
Ho capito, e spero di non sbagliarmi, che una paura rimane dentro di te per sempre.

E quindi dovrai conviverci per tutta la vita.
Dovrai affrontare ogni paura tenendola “per mano”.
Non per farti guidare da essa, ma per tenerla sotto controllo.
Sapere che c’è e lasciarla camminare insieme a te.
Ti costringerà a non vivere come vorresti, ma qualsiasi cosa ti succederà, saprai che è lì, accanto a te pronta a tirarti il braccio.
E allora tu stringi il pugno sempre di più.
Fai sentire la tua forza alla paura e piano piano la paura si ritirerà e si metterà al tuo stesso passo.

Se deciderai però di farti governare da lei… non vivrai.
Il rischio è la vita.
E io amo rischiare.
Non avrebbe senso vivere senza osare.
Non si può essere una macchina e non si può essere un peluche.

Bisogna andare avanti senza arrendersi.
Stringere i pugni e digrignare i denti.
Ci saranno sempre nuove paure dietro l’angolo. Sempre.
Pronte a farci fermare da un momento all’altro.
Toccherà a noi decidere se farci prendere dal panico o provare a uscire dal tunnel.
Siate protagonisti diretti della vita. Non state solo a guardare la vita come un film.
Siate attori e registi.

Se sbaglierete?
Prima o poi si sbaglierà comunque.
Meglio aver provato e aver fallito che non aver provato mai!

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La musica è


Che mondo sarebbe senza musica?
Con cosa canteremmo le nostre serenate?
Con cosa balleremmo?
Cosa sarebbe questo mondo senza le note musicali?
Fischiare un motivetto e ricordare le parole di una canzone.
Ricordare il momento in cui nacque la canzone nella tua mente e portarsi dietro ogni gesto riportato nello spirito da qualche strana melodia.
Le frasi delle canzoni ci accompagnano per sempre.
Io, insieme ai profumi, li chiamo ricordi.
Provate a mettere una canzone degli anni 70: vi sembrerà di tornare indietro nel tempo.
Oppure di mettere una canzone sentita quando avevate 10 anni: vi ricorderete pure di quella bambina che vi piaceva con la quale ballare un lento, ma essendo troppo timidi rimanevate a mordere il bicchiere di plastica per contrassegnarlo e intanto stare seduti.
Provate a mettere una canzone che vi ha fatto stringere il cuore e una lacrima segnerà il vostro profilo.
La musica è l’elevazione della poesia.
Le frasi da ricordare sono tante.
Le melodie sono infinite.
Ma poche attraversano il nostro cuore.
Se poi le scoprite per pure caso, vanno ancora meglio.

“Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, dalle ossessioni delle tue manie.
…perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te”

“E per un istante ritorna la voglia di viverea un'altra velocità”

“Gli anni di che belli erano i film… gli anni in motorino sempre in due”

“Che cos'è l'amor chiedilo alla porta alla guardarobiera nera e al suo romanzo rosa che sfoglia senza posa”

“Al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti… e io continuavo a vagare con la mente e i suoi tarli”

“Se adesso te ne vai non ci sarà più niente tra di noi, ti giuro d’ora in poi io non so più chi sei”

“Se sei a terra non strisciare mai. Se ti diranno sei finito non ci credere”

“Quella tua maglietta fina tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto”

Ogni frase ha segnato periodi della mia vita e ricordo tutto anche grazie a queste dolci melodie.
Questo post lo voglio dedicare a chi è ancora in grado di sognare facendosi accompagnare dal dolce suono di una bella canzone

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venerdì, settembre 19, 2008

Ridere ancora!


Ridete gente!
Che senso ha la vita se non si ride?
Ridere a crepapelle!
Non è vero che il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi!
E solo vero che il riso abbonda nella bocca dei cinesi.
Ridere e sorridere.
Prendere tutta la vita con leggerezza e semplicità!
Con tanta voglia di vivere e tanta forza per rialzarsi da qualsiasi caduta.
E ridere ancora.
Perdere un amore e avere voglia di ridere.
Perché, se si è perso una donna, mille altre cose si guadagnano.
Ridete e fate ridere.
Cosa è un uomo senza una risata?
Che senso ha dominare il mondo se si ha la paura di ridere?
Abbiate la forza di un sorriso e il coraggio di una lacrima.
Ridiamo fino alle lacrime!
Qualsiasi cosa accada.
E se avrete paura del futuro, di una qualsiasi esperienza, se vi spaventa provare nuove emozioni ridete in faccia al destino!
Si incazzerà come una bestia!
Vivere! Senza malinconia!
Ridere! Senza più nostalgia!

E se piano piano, zitta zitta, la malinconia tornerà a farmi compagnia, le dirò: “Accomodati, ci facciamo due risate”

Temere solo se stessi e pensare solo agli altri. E ridere.
Ridere per quella storia andata male.
Ridere per un amico perso.
Ridere per mille giorni spesi male.
Ridere per aver sbagliato ancora su tutto.
Ridere perché?
Perché la vita è bella e va vissuta sempre più.
Tornando indietro se è il caso a correggere i propri errori.
Sperando solo che quel treno perso non lo sia per sempre.
E se sarà così, raggiungeremo la prossima stazione a piedi!

Guardate gli occhi di qualcuno quando ride.
Si chiudono quasi volessero dormire.
O, soltanto, sognare ancora.

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Sarà vero?


A New York è stato appena aperto un nuovo negozio dove le donne possono scegliere e comprare un marito.

All'entrata sono esposte le istruzioni su come funziona il negozio:
1) Puoi visitare il negozio SOLO UNA VOLTA.
2) Ci sono 6 piani e le caratteristiche degli uomini migliorano salendo.
3) Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano oppure salire al piano superiore.
4) Non si puo’ ritornare al piano inferiore.

Una donna decide di andare a visitare il Negozio di Mariti per trovare un compagno.

Al primo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro." La donna decide di salire al successivo.
Al secondo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro e amano i bambini." La donna decide di salire al successivo.
Al terzo piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini e sono estremamente belli.". "Wow" - pensa la donna, ma si sente di salire ancora.
Al quarto piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire e aiutano a fare le faccende di casa."“Incredibile! - esclama la donna - Posso difficilmente resistere!” Ma, detto questo, sale ancora.
Al quinto piano l'insegna sulla porta dice: "Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire, aiutano nelle faccende domestiche e sono estremamente romantici."La donna è tentata di restare e sceglierne uno, invece decide di salire all'ultimo piano.
Il cartello del sesto piano: "Sei la visitatrice N° 31.456.012 di questo piano, qui non ci sono uomini, questo piano esiste solamente per dimostrare come sia impossibile accontentare una donna. Grazie per aver scelto il nostro negozio!

Di fronte a questo negozio è stato aperto un Negozio di Mogli.
Al primo piano ci sono donne che amano far sesso.
Al secondo piano ci sono donne che amano far sesso e non rompono le scatole.

I piani dal terzo al sesto NON SONO MAI STATI VISITATI.

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mercoledì, settembre 10, 2008

Stelle

23.46
Non ho sonno.
Voglio evadere.
Prendo il lettore mp3 già carico di troppe canzoni. Le ho caricate tutte io, eppure ogni volta che accendo quel walkman moderno, mi sembra di non conoscere nessuna di quelle canzoni.
Chiavi della moto e via di corsa per le scale.
Il suono dei miei passi rimbomba per tutto il palazzo.
“Potrei fare meno casino” penso e intanto arrivo al piano terra.
Prendo le chiavi del garage.
Serratura vecchia.
Porta cigolante
Altro rumore per coloro che dormono.
O almeno ci provano.
Il casco è proprio sulla sella.
Il caldo mi fa pensare che forse è meglio, per questa volta, non metterlo.
Non questa notte.
Metto il lettore mp3 nella tasca del jeans.
Accendo la moto.
Una luce si infrange contro la saracinesca aperta subito dopo.
Un colpo di acceleratore.
Parte una canzone che sta per finire.
La strada è l’unica via da seguire.
Andrò dove non so.
Forse si.
Dove vado di solito quando sono solo.
L’autostrada corre veloce.
Inizia una canzone di Alex Baroni.
“Cambiare”.
“Ironia della sorte – penso – sto ascoltando una canzone scritta da un cantante morto in un incidente in moto”
Cambiare pensieri forse sarebbe meglio.
Dopo qualche canzone e qualche km di troppo arrivo alla meta.
Il mio posto.
Silenzio assoluto.
Il buio detta le sue regole.
Guardo a terra.
Il buio.
Guardo in alto.
Una tempesta di stelle.
Cielo.
Firmamento.
Costellazioni.
Galassie.
Tanti modi per definire un simile spettacolo.
Studiare tutti i corpi celesti e non accorgersi semplicemente di quanto sia bello stare con il naso all’in su.
Un simile spettacolo è da togliere il fiato.
Il suono più dolce di quel momento fu il silenzio.
Il rumore più assordante i miei pensieri.
Mi ritorna in mente la canzone di prima.
Cambiare.
Ancora non so cosa significa “Cambiare”.
Migliorare?
Peggiorare?
Guardo il cielo e tutto quello che so fare è ascoltare.
In questo momento ascoltare credo sia la cosa più facile.
C’è solo silenzio attorno. Nessuno che ti contraddica. Nessuno che ti parli.
Certo che è facile.
Ma mi è servito tante volte.
Stare solo e pensare.
Credo che cambiare per me voglia dire “non pensare”.
Sarebbe più di qualcosa.
Sarebbe un grosso cambiamento.
Ma non voglio fare questo.
Mi piace pensare.
Ma non voglio farmi male.
Il canto di un grillo spezza il silenzio.
Le stelle sembrano essere di più adesso.
Non una nuvola.
Non una luce artificiale.
Da bambino odiavo stare lì.
Adesso adoro tutto questo.
Mi appartiene.
Disteso sembra che sia solo per me.
Un aereo con le sue luci mi fa tornare alla vita.
Avevo dimenticato di spegnere il lettore mp3.
La canzone di adesso è “Il tempo di morire” di Lucio Battisti.
Quella che fa “Motocicletta, 10HP, tutta cromata…”
Sorrido.
Non è quella la mia moto.
Accendo il motore.
Parto.
Di fronte l’autostrada.
A sinistra una collina che proietta la mia ombra.
A destra quello spettacolo chiamato mare.
Torno a casa.
Il solito silenzio e quei passi fatti come un ladro per non svegliare nessuno.
Smetto di pensare alle 03.42.
Chiudo gli occhi e un altro cielo mi aspetta.
Questa volta le stelle sono solo due.
Mi faranno compagnia per tutta la notte.
O per quello che ne resta.

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sabato, settembre 06, 2008

ARB vs Resto del Mondo


E’ arrivato il momento.
Finalmente la ARB, società presso la quale lavoro, ha una sua squadra di calcetto, ancora neonata a dire il vero.
Giorno 5 settembre, ore 20.00 c’è stata la prima partita.
Le squadre entrano in campo.
Da un lato la ARB composta da: Davide “Capo” Liotta, Antonino “La serpe” Rampulla, Raimondo “Ray” Raimondi, Giuseppe “Zio Beppe” Basile.
4 contro 4. Può bastare per iniziare.
Nell’altra squadra: Marina “Pelè” Liotta, Filippo “Il Duca” Cucinotta, Corrado “Scivolo” Rampulla, e uno sconosciuto quarto uomo.
Un campo duro. In mattonelle.
Luce scarsa. Porte pressoché invisibili.
La partita inizia. Difficile più di quanto si possa immaginare.
Iniziare una partita di calcetto non avendo alle spalle l’opportuno allenamento.
La squadra inizia bene la sfida.
Dopo 5 minuti sono in vantaggio di due reti.
Gli avversari reagiscono segnando il 2-2. E’ tutto da rifare.
Dopo vari dribbling la squadra di ARB si porta sul 4-2.
Gli avversari si avvicinano: 4-3.
Ottima Marina in difesa, veloce Filippo sulle fasce.
Ma la ARB ha due giocatori di eccezione: la coppia RA-RA, Raimondi-Rampulla.
Dribbling veloci, passaggi serrati, cannonate al limite della velocità del suono.
E la squadra raggiunge il 6-3, grazie anche ai passaggi precisi e agli scatti di Davide, giocatore giovane da più tempo degli altri, e ai gol impossibili dello Zio Beppe.
E, soprattutto, grazie anche al tifo di Ettore Liotta, audace giovanissimo allenatore della squadra, e alla famiglia “Loredana”.
La partita si infiamma. Despina Cucinotta raggiunge il campo per fare il tifo per il fratello Filippo e l’amica Marina, e , secondo me, visto che è una dottoressa, per controllare che tutto procedesse… senza infarti.
La partita finisce però sul punteggio di 6-5 per la ARB.
Una prova generale: tanto divertimento, qualche ammaccatura e qualche capriola di troppo.
Ottimo inizio.
Ma… sarà solo un inizio o ci sarà un seguito?
Questo non si sa, ma una certezza c’è: la ARB è pronta a sfidare chiunque…basta che ci faccia vincere!

Pagelle:

Raimondo: veloce, scattante, una saetta chiamata Kakà. Non sbaglia un colpo. Merita un 8 pieno.
Antonino: freddo, scivoloso, potente, il suo codino ci fa ricordare quello dei mondiali USA 94. Merita un 8 e un mezzo punto per la prova in porta.
Davide: ha qualche anno in più rispetto altri giocatori, ma, come si dice in questi casi: la classe non è acqua. Preciso, puntuale, ma con un po’ di fiato corto (Eh!! Le sigarette!!). 7 e mezzo.
Giuseppe: fa quel che può e alla fine segna 3 gol, ma solo grazie a qualche finta o ai passaggi dei compagni. 7 per la prova, 4 per la resistenza.

Marina: se c’era bisogno di lei, era presente. Non ha sbagliato un passaggio ed è andata vicino al gol. 7 pieno
Filippo: siamo sicuri che non sia un professionista? Veloce nella fascia si fa sempre trovare pronto. Voto: 7
Corrado: sudatissimo, ma solo perché correva come un forsennato. Il suo allenamento ha fatto di lui una macchina da gol. Voto: 7

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giovedì, settembre 04, 2008

Post-accio


Caro amico ti scrivo così mi rilasso un po’.
Da quando sei partito c’è una grossa novità.
Vorrei essere sul tuo stesso aereo mentre dilaga il panico e un poster che mi dice andiamo in Tunisia.
Al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti e se il carretto passava quell’uomo gridava “GELATI”.
Forza della natura, meravigliosa e pura.
Non si può. Non si può. Non si può.
Pensiero stupendo che nasce un poco strisciando, si potrebbe parlare di bisogno d’amore, ma meglio non dire.
Se guardo te, io sono bugiardo. Bugiardo. Lo so.
Portami al mare, fammi sognare.
Portami a ballare uno di quei balli antichi che nessuno sa più fare.
Ma in ogni caso bisogna saper perdere, non sempre si può vincere.
In un silenzio fatto per pregare una voce sale a farmi male e tu mi dici andiamo al Cinema.
Ma al cinema, al cinema, vacci tu!

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